31 Agosto

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Era sabato e avevo promesso ad un caro amico di fare serata con lui.
Giulia mi scrisse la mattina presto:
“Ci sei per fare serata a Bologna con Maria?”
“Certo, porto anche Marco.”

Passeggiammo per il centro affollato e rovente.
Bologna ha sempre un fascino irresistibile. Gli alti palazzi storici, le strade larghe, gente ovunque che fa casino ad ogni ora, le insegne dei locali in stile ottocentesco tra le viuzze più strette.
Decidemmo di fermarci al Lounge Bar, un delizioso locale a pochi passi dalla piazza del Comune, da Nettuno, come si usa dire per la statua che domina il piazzale.
Assaggiai uno degli spritz più buoni mai bevuti, poi il secondo. Gli sguardi complici tra me e Giulia facevano sghignazzare Marco consapevole del segreto che Maria non poteva immaginare.
Avevamo un mare dentro io e Giulia. Un mare silenzioso e nero, dove ogni tanto qualche onda si infrangeva violentemente sugli scogli e nei nostri sguardi scorrevano i baci e le mani sui nostri corpi.

Stiamo diventando bravi con le regole” le scrissi mentre sedeva proprio di fronte a me.
“Dici???”
“Poi ormai non posso più guardarti, con le facce che mi fai. Ho un problema.”
“Esistono i dottori!!!”
“E anche la medicina.”

Era eccitante flirtare con lei in mezzo agli altri ignari di tutto e scambiarci quegli sguardi viziosi che scivolavano come lava sul mio corpo.
Verso le tre anche l’ultimo locale ci fece liberare e decidemmo di tornare alle auto.
“Ti vorrei” le scrissi appena entrato in autostrada.
“Eh…” Non rispondeva mai a questi messaggi, diceva di non poterlo fare, sembrava convinta che negandomi qualche parola il suo tradimento fosse meno grave.
Vai a letto? In effetti è tardi…” continuai.
“Sono per strada”
Allora prenderò la strada lunga, non si sa mai che qualcuno mi inviti..”
“ …”
“Iniziano a piacermi i tuoi puntini”
“Ma ci sta qualcosa che non ti piace di me??”
“No, voglio il pacco completo. Sono arrivato, Pensi di aprirmi?”

Erano le quattro di mattina e stavo salendo da lei. Iniziavo a sentirmi un vampiro, sia per le ore di sonno che per le occhiaie croniche.
Mi sedetti, presi aria e trovai coraggio.
«E’ molto tardi. C’è un’unica cosa che possiamo fare nel poco tempo che rimane. Siediti qui.”
La presi sulle gambe, la baciai. «Parlami. Dimmi quello che senti Giulia, me lo merito.»
Si morde il labbro ogni volta che le sale un brutto pensiero o una preoccupazione. Il suo sguardo non tradisce mai alcuna emozione, ma il resto del suo corpo grida.
Si sedette di fronte a me, io accesi una sigaretta pronto ad un’altra doccia fredda.
«Vedi, in questa relazione ho investito tanto» inutile specificare che non stava parlando di noi «non si tratta solo dei soldi, ma anche quello. Facciamo un volo tra Italia e Spagna una settimana si e una no. Ma a parte quello ho investito tanto su di lui, nella mia volontà di conoscerlo profondamente. E poi sono sempre scappata, è tutta una vita che scappo, da qualunque situazione. Questa volta mi sono promessa di non farlo, ad ogni costo. Con te è tutto bellissimo, noi stiamo bene, non c’è nulla che non vada, ma non abbiamo le basi. Non abbiamo le basi sufficienti perché io possa mandare in fumo quello che ho costruito in questi mesi con lui.»

Il suo discorso mi sembrò folle e contemporaneamente così pulito e chiaro.
Era certa di voler restare con il suo fidanzato, di continuare ad investire nella sua relazione, di farla crescere, nonostante ciò che stavamo vivendo insieme.
Le sue parole mi erano sembrate quasi giustificabili. Forse avevo perso l’orientamento e la mia capacità di giudizio, ma capì cosa intendeva dicendomi che non avevamo le basi.
Non ci conoscevamo, in effetti.

Poi però a volte un amore può esplodere anche così, no? Non esattamente secondo le regole tradizionali.
Il fatto che Giulia stesse tradendo il suo ragazzo poteva essere l’effetto di due cause: che con lui non stesse realmente bene, o che fosse realmente attratta da me quando io lo ero da lei. Quindi perché avrei dovuto rinunciare alla speranza di poter un giorno stare con lei?

La mia faccia era cupa, tirata, stanca.
«E’ meglio che vada ora. Ho capito bene quello che mi hai detto, dico davvero.»
Lei non mi fermò, come le altre volte, come quando mi aveva lasciato sotto quel temporale nel cuore della notte.
“Aspetta, torna indietro.”
Le parole che non sentii mai.
La nostra storia sembrava una di quelle che si vedono solo nei film. E nei film succede anche questo, no? Il colpo di scena romantico dove l’altro ci ripensa, ti ferma, ti corre incontro.
Chiusi il portone fissandone bene i dettagli, certo che non lo avrei più rivisto. Ero stato un ingenuo ad illudermi di poter cambiare le cose.

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