4 Settembre

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Serata in centro con la compagnia.
Dio ti prego, fa che non ci sia.

Arrivò con Maria in uno dei suoi incantevoli vestiti interi.
Fai sempre l’uomo, fai sempre l’uomo, fai sempre l’uomo.
No, non riuscì a farlo. Abbassai lo sguardo, lo spostai, iniziai subito a parlare con Maria, mentre rimescolavo le mani sudate e mi accendevo una sigaretta dopo l’altra.
«Prendiamo da bene?» mi infilai nel locale più vicino.

Il resto del gruppo arrivò alla spicciolata nel giro di poco, prendemmo un tavolo. Io da una parte, lei da quella opposta. Nessuno sguardo, un gesto, una parola. Di quella sensazione di essere su un’altalena.
«Vado in bagno, torno subito.» E mi alzai.

Il suo messaggio arrivò prima che potessi raggiungerlo:
“Perché?”
“Cosa”
“Niente. Possiamo parlare? O preferisci di no?”
“Dimmi Giulia” mentre mi risedevo al tavolo.
“Passi da casa mia.”
Alzai lo sguardo all’altro capo della tavola e lei mi stava fissando. Il tempo si bloccò in una bolla di sapone, ci guardammo a lungo, molto a lungo, immobili, incuranti degli altri. Seri e impassibili, nessuno dei due abbassò gli occhi quella volta. Le feci un cenno. Si, verrò da te.

«Hai sbagliato Giulia a chiamarmi qui. Hai sbagliato!»
«E tu sei un cretino a comportarti come stasera!»
«Hai sbagliato. Era tutto perfetto, me n’ero andato prendendomi il tempo giusto, guardando l’ultima volta il tuo portone, fissando quel ricordo nella mente. Non dovevi chiamarmi qui!»
«Perché? Io volevo vederti.»
Ripresi a fumare nervosamente.
«Perché non mi hai considerata tutta sera? Non sei costante, è questo che vuoi? Far finta di non conoscermi?»
«Io non conosco altri modi per farti uscire dalla mia testa Giulia, non so cos’altro fare. Tu sei stata così chiara nel tuo discorso che non mi hai lasciato scelta, devo dimenticarti.»
«Ma certo che hai una scelta! So quello che ti ho detto, ma al tuo posto io me la sarei giocata, ci avrei provato lo stesso. Alcune volte mi è capitato e può finire che la prendi nel culo, ma potrebbe anche andarti bene.»

Penso di essere rimasto a bocca aperta per diversi minuti.
Ma che stava dicendo adesso?
«Giulia… Cazzo! La nostra relazione è già abbastanza complicata al naturale! Se poi inizi anche a dirmi il contrario di quello che vuoi che faccia, non ne usciamo davvero più!»
Respira, respira.
«Ok, bene. Allora da oggi niente più incostanza. Se ti aspetti che me la giochi non avrai altro che questo. Ma sarò spudorato e deciso e non conterà più se mi dirai di smettere. Ti starò addosso e non esiterò più.»
Lei mi mise una mano davanti alla bocca «Perché non mi baci?»

Tabula rasa, ancora.

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