28 Settembre

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Sabato sera.
Con gli amici ci eravamo dati appuntamento per una festa in città.
Una serata umida, con le nuvole sopra le nostre teste che trattenevano un temporale imminente.
Il mio umore non era diverso. Non ci sentivamo da quella sera.

Passeggiammo scherzando e bevendo per qualche decina di minuti, prima che accadesse l’inverosimile.
Giulia.
Ci scrisse su Whatsapp per sapere dove eravamo e ci raggiunse. Ci raggiunse con lui. Il suo ragazzo.

Un tuffo al cuore, un contraccolpo che ancora oggi mi stringe lo stomaco.
La serata intera trascorsa a sforzarmi di fare finti sorrisi agli amici, mentre Giulia mi camminava accanto stretta a lui, baciandolo e sorridendo ad ogni sua parola, dolce e amorevole come non l’avevo mai vista.
Solo il lettore più coraggioso e paziente, giunto a leggere la mia storia fin qui, immaginerà cosa possa aver provato in quelle ore.
Buio, la morte dentro. Una caduta libera nel mio malumore, con la rabbia che montava ad ogni passo e la forza spesa a reggere gli sguardi degli inconsapevoli.
Mai più, mi promisi. Mai più.

Il suo gesto doveva significare più di mille parole, più di mille altri gesti. Non meritavo di vivere quell’inferno, comunque fosse. Per quanto complicata fosse la situazione per lei, per quanto grande fosse il caos che la attraversava, per quanto basse sarebbero dovute essere le mie pretese e le mie aspettative da un rapporto nato nell’ombra.

La nausea mi pulsava in gola, il mio viso era in fiamme.
Lui riscosse una prevedibile simpatia tra i miei amici che lo coinvolsero nelle discussioni e non lo abbandonarono un attimo.

Giulia distolse lo sguardo quando lui venne a presentarsi e a stringermi la mano. Guardò altrove. Come chi incontrando un animale ferito per strada si volta dall’altra parte e continua a camminare.

Doveva esserci un motivo se per tutta la vita avevo seguito un codice rigoroso e responsabile nelle mie relazioni. Me l’ero sempre ripetuto, rinunciando alle avventure di una notte e a tutti gli istinti più facili e scontati.
Quella sera lo avevo provato sulla mia pelle.
Ecco cosa succede. Ora fanne tesoro.
Mai più.

5 pensieri su “28 Settembre

    • Mariko hai un modo di parlare (scrivere) molto elegante. Se posso dire, sperando di non offenderti, insolito per la tua età. Mirevole e certamente raro. Grazie per la tua presenza costante e i preziosi commenti. Sul buon senso poi, ultimamente ho poco da insegnare!

      • Come vedi anche tu mi hai ammaliata con la tua prosa semplice e al contempo elegante, che riesce ad immergermi man mano in un atmosfera palpabile, come se vivessi affianco a te in questa tua avventura… ormai i luoghi a te familiari lo sono diventati anche per me. Ti ringrazio ancora una volta per i complimenti che mi riservi e non mi offendo affatto, anzi mi fa piacere sentirmi dire che almeno per qualcosa sembro “più grande”! Comunque non dimenticare che non ho molti meno anni di te 🙂

      • No affatto, non voleva essere un’osservazione da persona più grande, al contrario, da coetanei sono piacevolmente colpito dal modo in cui scrivi. In questo mio blog la mia prosa è molto semplice, si. D’altra parte vuole essere un diario di appunti scritti a caldo, appena riletti un paio di volte, volutamente brevi ed essenziali.
        La tua presenza qui e i tuoi preziosi commenti sono di grande conforto. Grazie

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