10 Ottobre – pt2

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Erano due mesi. Due mesi di accumulo. I suoi sensi di colpa ormai laceranti e il mio dolore di fronte alla gelosia e all’evidenza che il nostro amore non sarebbe mai stato.
Aveva accettato di vedermi, ma era andata subito al punto.
«Non posso più vivere raccontando tutte queste bugie. A lui, ai miei genitori e senza poter parlare con nessuno. Dobbiamo chiuderla ora, niente weekend, niente giornata via per noi, sarebbe soltanto peggio, solo una tortura più atroce.»

Erano due mesi. Due mesi di così tante cose insieme e tante che avevo fatto per lei, sperando di riuscire in qualche modo. Sperando di trovare una via, una piccola torcia che mi desse speranza nel buio in cui mi stavo arenando.

«C’è una speranza Giulia per noi di stare insieme? Esiste anche solo una possibilità che questo desiderio si avveri alla luce di quanto stiamo bene io e te? C’è qualcos’altro che ti aspetti da me che possa in qualche modo influenzare il tuo cuore?»

Eravamo in soggiorno e fumavamo una sigaretta dopo l’altra, nervosamente. Lei sedeva sempre di fronte a me, stendendo le gambe sulle mie per farsele accarezzare.
Alzò lo sguardo, quel mare di smeraldo arginato dalle sue ciglia che mi avevano fatto sognare dal primo istante.

«Non c’è nulla che tu possa fare per cambiare le cose.»

Lo disse lentamente, scandendo le parole e non tradendosi nello sguardo.
Il silenzio che seguì durò poco.

«Ricorda solo, Giulia, che questa volta, io, non tornerò più da te. Ciao.»

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