27 Ottobre

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Il 27 ottobre cadeva di domenica e come ogni domenica avevamo organizzato con gli amici un aperitivo in centro.
Non ci vedevamo da quella sera. La sera del suo abbraccio, durato ore, quando le cose mi erano sembrate così diverse.

Come eravamo arrivati a tanto? Ci eravamo quasi distrutti ormai. Cosa restava sul nostro campo di battaglia se non cumuli di macerie e qualche scheletro?

Avrei voluto soltanto amarla, ma ero stato scambiato per egoista.
Avrei desiderato stare insieme a lei, ma lei ripeteva che volevo solo possederla come un trofeo.
Avevo cercato le parole e i gesti migliori che riuscissi a spendere tra le briciole del nostro tempo, tra un suo viaggio per la Spagna ed un suo rifiuto. Tra un suo senso di colpa ed un suo abbraccio, ma in cambio avevo ricevuto solo dei grazie.

All’aperitivo ci ritrovammo di fronte dopo giorni di solitudine. Circondati dai soliti amici, ignari, inconsapevoli. Felici.
Non trovammo mai il coraggio di guardarci, nonostante sedessimo proprio di fronte. Sentivo i suoi occhi pesanti su di me.
Mi dimenai tutta sera sulla sedia, uscendo continuamente a fumare, per riprendere fiato, per grattarmi quel prurito alla testa, per far girare il sangue che ribolliva nelle mie mani.

Finalmente l’aperitivo giunse al termine. Una tortura, un gioco di resistenza, il gioco del digiuno tra due che muoiono già di fame.

Arrivai all’auto e feci quello che avevo fatto sempre. Whatsapp, aprii la sua discussione e attesi. Fermo, nell’auto spenta a bordo strada.
Giulia è: Online.
Ci guardammo da lì, come ci eravamo visti tanto. Restammo immobili per minuti. Era soltanto un’altra sfida, si giocava a chi per primo avrebbe trovato il modo di invitare l’altro ad incontrarsi.

“Un tuo abbraccio … Quello si che lo vorrei”
“Si Giulia. Vado a casa?”
“Dove sei?”
“Sempre qui”
“Vuoi passare da me?”
“Devi dirlo tu”
“Io ho solo paura che tutto torni come prima. E non dobbiamo.”
“Devi invitarmi tu”
“Allora devo dirti di no… Altrimenti vorrei che dormissi con me e facessimo l’amore”
“Io sono qui”
“Dove qui”
“Da te, sempre da te Giulia.. Come ogni sera quando ci separiamo dal gruppo”
“Sali, ma promettimi una cosa, mi abbracci e vai via.”
Non lo promisi mai.

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