1 Novembre – pt2

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Il sole era tramontato da tempo e le luci della città dipingevano riflessi ed ombre sui palazzi storici del centro di Firenze.
Io e Giulia camminammo tutta la notte tra la stazione, Palazzo Vecchio e su fino al Ponte.
Non ci baciammo. Non ci baciammo su Ponte Vecchio. Di quel giorno però ho una foto. Forse l’unica dove siamo insieme. Ce la siamo scattata proprio sul Ponte, con l’Arno alle spalle e le luci delle case strisciate dalla notte.
Riguardo quell’immagine tutti i giorni, ancora oggi.
«Sai cosa vorrei comprare anche?» disse «Presente i vecchi orologi Casio? Hanno rimesso in vendita tutta la serie vintage. Troppo belli. Chiaramente lo vorrei color…»
«Oro!» esclamai.
«Si!»
«Li stavo giusto guardando ieri Giulia. Che copiona che sei.»

Iniziammo l’aperitivo in un locale di fronte a palazzo Pitti, ma tra un calice di vino e il buffet restammo lì tutta sera, esausti dalla giornata.
Come quel tredici ottobre, quando mi aveva richiamato da lei disperata, anche quel giorno Giulia sembrava completamente diversa dal solito. Rilassata, naturale, dolce. Senza quello sforzo che le imponeva sempre di essere dura e distaccata verso di me.
«Io rispondo male alle tue frasi romantiche di proposito» aveva detto una volta «me ne rendo conto. Ma è un mio modo di difendermi e sfogare i sensi di colpa che sento. Io non sarei così»
Al ritorno, come all’andata, aveva passato l’intero viaggio a cambiare stazione radio, incapace di trovare una canzone che le piacesse. Adoravo le sue piccole particolarità.
«Hai fame?» chiese all’una di notte.
«Un po’, tu?»
«Ci facciamo un piatto di pasta da me?»
Era così, con quelle idee imprevedibili che mi scaldavano il cuore.

«Oggi sono stata bene» confessò qualche ora più tardi «Molto bene.»
Lo sapevo. Lo avevo visto. Avevo notato quanto si fosse accorta della complicità tra noi. Funzionavamo perfettamente, era evidente, sarebbe bastato guardarci insieme per qualche minuto.

Avevamo finalmente avuto un’intera giornata nostra. Ed aveva svolto la sua funzione. Mi accorsi che Giulia lo aveva capito e ne ebbi prova il giorno seguente.

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