11 Novembre

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Così eravamo arrivati a quel fottuto imminente weekend, quando il suo ragazzo, rientrato dopo un mese e mezzo di viaggio, l’avrebbe attesa nella sua casa in Spagna.

“Possiamo vederci questa sera Giulia?”
“Adesso sarà un po’ un casino. Lui è tornato… E mi chiama ogni 2 secondi” 

E’ strano che dopo giorni di suppliche, potesse bastare qualche telefonata per non avere più tempo per me.

“Ok, puoi trovare un’ora per me Giulia? Solo un’ora, avrei bisogno di dirti alcune cose, poi ti lascio stare”
“Mi dispiace dirti queste cose, lo sai. Ma almeno con te nn vorrei mentire”
“Ho chiesto solo se riesci ad avere un’ora per ascoltarmi, forse meno”
“Che devi dirmi?? Mi preoccupi quando mi dici così”
“Posso passare questa sera?”
“Ma almeno preparami”
“Vorrei solo che ascoltassi”
“Va bene” 

Mi strinse anche questa volta, e forse fu lei a percepire un certo distacco.
«Siediti» le dissi.
«Immagino il tema…»
«Giulia sono passato per dirti che da domani non ci vedremo più. Mi dispiace, sai quanto le mie parole rappresentino il contrario dei miei desideri, ma non mi lasci scelta. Sono venuto per dirtelo.»
«Ti spiace stringermi un po’? Di là?»

Ci tenemmo stretti sul letto, poi ci baciammo. Ci baciammo per un tempo infinito, lentamente, assaporandoci.
«Non mi hai mai baciato con così tanta passione» disse sussurrandomi nell’orecchio.
Avevo un inferno dentro. Un inferno di rabbia e amore, di odio e passione.
Facemmo l’amore e non fu bello. Non potevo pensare ad altro ormai.
«Nonostante questo» dissi poco più tardi «nulla ti impedirà di andare a letto con un’altra persona tra un paio di giorni.»

Ero arrivato dove non avrei mai voluto: stare con lei fino a poco prima del suo ritorno in Spagna.
Alla fine, malgrado ogni buona intenzione, avevamo vissuto quel mese e mezzo insieme.
All’alba del quarto mese di relazione con lei, sapevo che dal giorno successivo non l’avrei più rivista.

«Ho preso un mese di ferie»
Se ne uscì così, con la sua consueta semplicità nel dire le cose.
«Un mese di ferie?» replicai.
«Da metà dicembre a metà gennaio. Andrò un mese in Spagna a vivere da lui.»
Provai a deglutire, ma non era ancora finita.
«Prima o poi dovrò dirgli di noi due» riprese « e purtroppo sono sicura che mi perdonerà.»
Non mi ero mai sentito così piccolo e inutile.
«Ti aspetterò Giulia. Almeno fino al tuo ritorno» dissi ostinato.
«Non farlo. Se sarà, saprei benissimo dove trovarti, ma non mi aspettare.»

Cosa posso scrivere adesso? Dove dovrei cercare le parole per esprimere il mio stato d’animo, le mie emozioni? Cos’altro dovrei spiegare.
Lo capì qualche giorno più tardi. E mi misi a scrivere una lettera, una lettera che le lasciai sulla porta insieme ad un pacchetto.

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